Voluntary-bis, pronto il format della relazione di accompagnamento
E’ disponibile in bozza sul sito delle Entrate

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Format (bozza)

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Prime indicazioni sulla Vd bis

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Elenco dei Paesi ex paradisi fiscali

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Istruzioni sulla compilazione del modello

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Richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria

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Le due grandi novità: i contanti nelle cassette di sicurezza e l’autotassazione.

Chi intende aderire alla nuova versione di Voluntary può già presentare, in via telematica, l’istanza di accesso alla nuova procedura, utilizzando il vecchio modello approvato dall’Agenzia il 30 gennaio 2015.

E’ possibile aderire fino al 31 luglio 2017 a condizione che la domanda non sia già stata presentata in passato, anche per interposta persona. È, inoltre, possibile integrare l’istanza con documenti e informazioni fino al prossimo 30 settembre.

La nuova versione presenta però delle importanti novità rispetto alla precedente procedura, potendo ora, infatti, riguardare anche contanti o valori al portatore depositati nelle cassette di sicurezza.

Tuttavia, sono previste, al riguardo, norme rafforzate contro le ipotesi di reato, quali la presenza di un notaio per l’inventario e una doppia dichiarazione sulla provenienza non illecita del denaro.

Per quanto riguarda, invece, le sanzioni, queste seguono un meccanismo abbastanza complesso che varia a seconda delle tipologie finanziarie sanate. Il principio generale segue comunque la logica per la quale si pagano le imposte che si sarebbero dovute versare. Tale pagamento avviene seguendo il meccanismo di autotassazione, con sanzioni per chi versa meno o non paga il dovuto. Sarà possibile saldare in unica soluzione entro il 30 settembre 2017, oppure ripartire l’importo in tre rate mensili di pari importo. Sono previste per chi fa errori sanzioni pari al 3% o al 10% se si superano le soglie del 10% per gli errori formali e del 30% per gli altri. Chi, invece, erroneamente versa più di quanto dovuto avrà la potrà utilizzare l’eccedenza in rimborso o per compensazioni.

Il contante e i valori al portatore contenuti in cassette di sicurezza possono rientrare nella voluntary bis purché venga seguita una specifica procedura. Occorre, infatti che l’apertura della cassetta e l’inventario avvengano alla presenza di un notaio e il contribuente rilasci una dichiarazione in cui attesta che i valori non derivano da reati. Gli importi infine dovranno essere versati, con obbligo per i professionisti che assistono i contribuenti e per gli intermediari a segnalare gli importi ai fini della prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. Per questo servirà una ulteriore dichiarazione sulle modalità di acquisizione dei contanti. Chi dichiara il falso rischia tra i 18 mesi e i 6 anni di carcere.

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SITUAZIONE ATTUALE

Al 30 settembre, fa sapere Agenzia delle Entrate, le domande presentate erano 63.000, oltre la metà in Regione Lombardia, 32.000 per l’esattezza, a seguire Piemonte con 9.000 domande ed Emilia Romagna con 4.300, per le più rilevanti.

Già recuperato 1,9 miliardi di euro, ma con il rinvio al 30 novembre il numero è destinato a crescere, anche oltre le previsioni iniziali che prevedevano un recupero fiscale di circa 3 miliardi.

I capitali regolarizzati provengo, da un’analisi su un vasto campione di adesione, prevalentemente dalla Svizzera (85%) a seguire Lussemburgo (7%) Liechtenstein (2%) e Principato di Monaco (2%).

SVIZZERA

LUSSEMBURGO

LIECHTENSTEIN

PRINCIPATO DI MONACO

Principato di Monaco – Montecarlo

Tra le piazze più interessate al rientro dei capitali, D.L. 186/2014 e successive modifiche, il Principato di Monaco rappresenta quella che si sta muovendo più lentamente. Ancora incertezze ed esitazione ma il 30 novembre è ormai alle porte.

Tra i soggetti interessati dalla procedura vi sono molti italiani, possessore di beni ed asset immobiliari nel Principato che, ad oggi, ancora non hanno aderito alla collaborazione volontaria.

Dall’analisi di un campione di domande presentate alle Entrate, è emerso che il 53,7 % delle domande riguarda patrimoni inferiore al milione di euro, il 21% circa riguarda i patrimoni tra 1 e 2 milioni di euro, il 15,9% patrimoni tra i 2 e i 5 milioni di euro. Il 5,5% riguarada, invece, i patrimoni tra i 5 e i 10 milioni di euro e, solo il 3,8% interessa patrimoni oltre i 10 milioni di euro

ASSET

Azioni 29%
Fondi armonizzati 29%
Fondi non armonizzati 6%
Obbligazioni 24%
Titoli di Stato 3%
Altro 6%

PATRIMONIO

Meno di 1 milione di euro 53%
1-2 milioni di euro 21%
2-5 milioni di euro 15%
5-10 milioni di euro 5%
Oltre 10 milioni di euro 3%

Voluntary Disclosure – domande in aumento, tetto delle 80.000 superato.
Attesi oltre 3 miliardi di euro di gettito fiscale

ARGOMENTI PRINCIPALI

Il panorama internazionale sulla voluntary disclosure

Le norme nazionali sull’autodenuncia

La tassazione dei patrimoni detenuti all’estero

Le novità introdotte dalla Circolare n. 25/E del 31 luglio 2013

La relazione della Commissione Greco

Le nuove sanzioni del Quadro RW